FORMAZIONE IdRC

Per comprendere in che modo l’Ufficio per l’Educazione, Scuola e Università della Diocesi di Brescia interpreta la formazione permanente degli insegnanti di Religione Cattolica (IdRC), è importante approfondire questi due aspetti:
1. formazione e idoneità
2. vivere la formazione a Brescia.

1. Formazione e idoneità

In calce ai Decreti di idoneità rilasciati dall’Ordinario Diocesano (il Vescovo) di Brescia dal 2003 in avanti si trova una fra le due delle seguenti diciture:

a. (dicitura dal 2003 al 2014) “La partecipazione alle attività di formazione in servizio proposte o riconosciute in collaborazione con l’autorità scolastica competente, è condizione necessaria per una sempre migliore qualità dell’insegnamento della religione cattolica e rappresenta un impegno del docente riconosciuto idoneo. Assenze ripetute ed immotivate alle iniziative di aggiornamento diocesano possono comportare la revoca dell’idoneità”.

b. (dicitura dal 2014) “Si ricorda che l’eccellenza nella retta dottrina e nell’abilità pedagogica, richieste per una migliore qualità dell’insegnamento della Religione Cattolica, prevedono l’impegno del docente alla formazione secondo le linee stabilite dall’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Diocesi di Brescia”.
In entrambe le diciture si richiama l’attenzione al fatto che per un IdRC l’impegno della formazione in servizio proposta o riconosciuta dall’Ufficio rappresenta il modo per testimoniare quel legame di fiducia verso la Chiesa locale, unita intorno al Vescovo, che l’idoneità all’IRC rappresenta.

 

1.1 Idoneità ed autoformazione

Durante il Congresso Nazionale per l’IRC “Non mi vergogno del Vangelo. L’IRC per una cultura al servizio dell’uomo” tenutosi a Roma dal 23 al 25 aprile 2009, mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, all’interno della sua relazione dal titolo “Sulla formazione degli insegnanti di Religione Cattolica. Prendere forma come processo di auto-formazione”, sottolineava come l’IdRC debba essere una persona ed un professionista chiamato a diventare responsabile del suo cammino di formazione continua.
Infatti “l’auto-formazione è lo schema e la sostanza affettiva, intellettuale e spirituale di ogni autentica formazione di educatori e di educatori cristiani, a cominciare dagli insegnanti di religione”.
L’idea di formazione sottesa a tale indirizzo auto-formativo è così espressa da Mons. Crociata:

bisogna contrastare l’illusione che la formazione sia eseguibile ricorrendo all’apprendimento di tecniche sofisticate e accedendo all’uso di strumenti evoluti, di qualsiasi genere essi siano; non perché queste cose non abbiano valore, ma perché il loro è un valore ausiliario, è una funzione strumentale e sussidiaria, in una attività che non deve mai perdere di vista l’ordine dei fini, l’istanza della verità, il richiamo ai valori; che soprattutto, non può smarrire il senso della persona e il senso delle relazioni interpersonali all’interno delle quali maturano le persone, di chi educa e di chi viene educato, in un processo di apprendimento in cui le cose da imparare trovano senso e frutto nell’assimilazione progressiva dell’arte dell’essere umani; e questo, precisamente, secondo un modello che è rappresentato, immediatamente, dalla persona dell’educatore tutt’intera, prima che da ciò che insegna e trasmette con il suo dire, il suo fare, il suo saper fare.

Tale prospettiva di comprensione del significato dell’attività auto-formativa, lungi dall’essere espressione di un imprecisato ed arbitrario cammino formativo lasciato nelle mani di una volontaristica “disponibilità” personale dei singoli docenti, si configura piuttosto come espressione libera e responsabile della coscienza personale a lasciarsi plasmare e formare in ogni situazione della vita. Infatti, nella prospettiva dell’auto-formazione “si forma veramente […] chi vuole farlo, che sceglie ed abbraccia non solo liberamente ma soprattutto volentieri, di lasciarsi plasmare affettivamente, spiritualmente, intellettualmente, dalla vita, dall’esperienza, dal lavoro, dall’incontro con gli altri, il tutto condotto alla presenza e nella relazione fondante con Dio”.
L’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università, anche alla luce del parere della comunità degli IdRC di Brescia, continua a considerare l’auto-formazione il modo specifico con il quale interpretare il valore della formazione collegata all’idoneità all’IRC.

 

1.2 Formazione come amore dell’insegnare

Nel suo famoso discorso all’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi del 1966, papa Paolo VI disse:

Professori e Figli carissimi! Amate la vostra professione. Vogliamo dire: vivete nella coscienza della sua eccellenza, della sua importanza, della sua interiore ricchezza. La scelta, che avete fatta per impiegare il tempo, le forze della vostra vita, dedicandovi all’insegnamento, non sia mai revocata in dubbio, non sia mai giudicata inferiore ad altre, dalle quali più facili guadagni economici, o maggiore prestigio sociale spesso è dato conseguire. La vostra scelta è una missione, più che un mestiere; trova nella sua spirituale dignità la sua migliore mercede; e tutta rivolta verso la misteriosa e sublime operazione della trasfusione del sapere, della ricerca iniziale della verità, della comunicazione incipiente dell’apertura di anime giovanili all’arte del pensiero, della memoria, della parola, alla conquista prima del patrimonio culturale della nazione, al senso religioso e al gaudio della fede, la vostra professione può a sé rivendicare la nobiltà ed il merito d’un incomparabile e indispensabile servizio all’uomo, alla società, alla Chiesa.

La disponibilità a formarsi è un’espressione di amore verso la propria professione e verso la sua grandissima dignità. Solo quando la dignità dell’insegnare è svilita si percepisce la formazione come un obbligo cui attenersi. Formarsi di continuo è il modo attraverso cui un insegnante, ed in particolare un IdRC, manifesta l’amore verso ciò che è e ciò che fa a scuola.

2. Vivere la formazione a Brescia

 

2.1 Le aree della formazione

Tenuto conto di quanto esposto in “Formazione e idoneità” (p.to 1.1), il piano di formazione degli IdRC della Diocesi di Brescia promosso dall’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università è diviso in tre aree, che corrispondono alle richieste espresse dal canone 804 § 2 del Codice di Diritto Canonico circa la qualità richiesta a chi insegna IRC:

sapere: iniziative per l’approfondimento dei contenuti disciplinari e dei temi educativi e culturali
celebrare: iniziative per vivere momenti di preghiera e di meditazione
educare: iniziative per l’approfondimento dell’abilità pedagogico-didattica e per riflettere sul mondo della scuola e dell’educazione

Per conoscere in dettaglio le principali iniziative per ciascuna area è possibile consultare la brochure “La chiesa per la scuola” che ogni anno presenta il calendario delle proposte.

 

2.2 Le richieste da parte dell’ufficio

Oltre all’aggiornamento che la scuola richiede anche agli IdRC come formazione generale prevista per ogni insegnante, l’IdRC ha una sua formazione specifica pari a 25 ore annue (in analogia con 1 CFU – Credito Formativo Universitario).
Per questo, l’Ufficio – nel quadro dell’autoformazione – prevede alcune proposte obbligatorie per tutti, alcune vivamente consigliate, altre a scelta dell’IdRC secondo i suoi personali bisogni formativi.

Incontri obbligatori per tutti

Sono da ritenersi obbligatori per tutti e, di conseguenza, si è tenuti alla presenza (salvo precisa giustificazione di assenza), due incontri all’anno:
– l’Assemblea di inizio anno degli IdRC – prevista immediatamente prima dell’inizio anno scolastico (normalmente a fine agosto), pari a 3 ore di formazione;
– l’Assemblea di metà anno degli IdRC – prevista immediatamente dopo la fine del primo quadrimestre (normalmente nella seconda metà di febbraio), pari a 2 ore di formazione.

Incontri vivamente consigliati

Sono da ritenersi vivamente consigliati per tutti:
– i laboratori formativi di Macrozona, espressione della formazione di una comunità zonale di IdRC che si confronta sulla vita scolastica e sulla didattica. La nostra Diocesi è suddivisa in 13 Macrozone*, coordinate da referenti** che organizzano i laboratori formativi. Ogni Macrozona può decidere la modalità di conduzione degli incontri: alla luce dei bisogni formativi e delle esigenze personali e del territorio, si potrà decidere se lavorare in stile laboratoriale-didattico, se affrontare tematiche contenutistiche, se invitare anche relatori esterni, se prediligere la condivisione di esperienze e bisogni delle scuole del territorio, ecc.
Il numero di ore dei laboratori di Macrozona può variare da un minimo di 8 ore a un massimo di 12 ore di formazione. Tali possono rappresentare un’occasione di aggiornamento da far riconoscere all’interno dei Piani di Formazione contenuti nei PTOF;
– i corsi diocesani di formazione previsti durante il periodo estivo, da un minimo di 12 ore a un massimo di 15 ore di formazione ciascuno: sono due giorni (normalmente presso l’eremo di Bienno nella seconda metà di giugno e presso il Centro Oreb di Calino agli inizi di luglio) di approfondimento su un tema specifico, con l’intento di aiutare alla formulazione di Unità di Apprendimento sempre più congruenti con l’attuale ricerca teologica e con la normativa scolastica vigente;
– il convegno di formazione in collaborazione con l’ISSR dell’Università Cattolica di Brescia, da un minimo di 6 ore a un massimo di 8 ore di formazione: una giornata intera (normalmente nella seconda metà di ottobre) su un aspetto o un tema specifico legato all’IRC;
– il corso di aggiornamento in collaborazione con l’ISSR dell’Università Cattolica di Brescia, pari a 20 ore di formazione: una serie di tre fine settimana (venerdì pomeriggio e sabato, normalmente in marzo) dedicati all’aggiornamento approfondito su un’area disciplinare, con l’attenzione sempre a favorire la formulazione di Unità di Apprendimento sempre più congruenti con l’attuale ricerca teologica e con la normativa scolastica vigente;
– il viaggio culturale in collaborazione con la Fondazione Comunità e Scuola, da un minimo di 8 ore a un massimo di 12 ore di formazione: sono due giorni (normalmente in maggio) in una città significativa dal punto di vista storico, culturale e spirituale, per approfondire temi legati all’insegnamento dell’IRC.

Incontri a scelta

Ogni IdRC, scegliendo autonomamente come adempiere il suo obbligo formativo, può partecipare ad altri incontri a piacimento (per ciascuna delle aree indicate per la formazione), riconosciuti dall’Ufficio e segnalati sul sito. Ogni IdRC può far presente all’Ufficio (inviando una mail a segreteria.esu@diocesi.brescia.it) gli incontri che a suo parere possono essere significativi in vista dell’adempimento della formazione.

 

2.3 Attestati di partecipazione

A seguito della reintroduzione dell’obbligatorietà della formazione e del suo riconoscimento da parte delle istituzioni scolastiche (cfr. Legge 107/2015), le dirigenze richiedono spesso attestati validi per la formazione da inserire nel proprio fascicolo personale del docente.
A tal proposito, si precisa che:

– sarà premura dell’Ufficio organizzare incontri con enti accreditati (ISSR, Università Cattolica, Editrice la Scuola, AIMC, UCIIM…) che possano rilasciare appositi attestati di formazione.
– per tutti quegli incontri che sono organizzati direttamente dall’Ufficio, sarà possibile scaricare dal sito un modulo di dichiarazione sostitutiva di certificazione da poter compilare autonomamente; a questi incontri l’Ufficio predisporrà un foglio firme di presenza in modo da comprovare le autodichiarazioni qualora le scuole volessero poi verificarne l’autenticità.

 

2.4 Formazione e spiritualità

Gli incontri dell’area “celebrare” (nei quali rientrano celebrazioni liturgiche, ritiri spirituali, momenti di preghiera…) sono da considerarsi di grande importanza nel cammino di autoformazione personale; tenuto conto, però, della loro specifica natura e del loro significato formativo, ricordiamo di non autocertificare presso le scuole la partecipazione a tali momenti come se fossero incontri di aggiornamento disciplinare.

 


*La nostra Diocesi è suddivisa in 13 Macrozone a cui ogni IdRC appartiene in base all’Istituto Comprensivo in cui insegna e non al paese in cui abita: questo perché è da favorire il contatto con quegli insegnanti che poi effettivamente si incontrano nell’esercizio dell’insegnamento. Invece, gli IdRC delle scuole secondarie di secondo grado si ritrovano con i colleghi degli Istituti di Istruzione Superiore secondo una logica di vicinanza territoriale delle scuole (per esempio: nella bassa bresciana, tutti gli IdRC degli IIS – che di per sé appartengono a 3 Macrozone – si ritrovano insieme tra di loro).


** Ciascuna Macrozona ha un IdRC referente, il quale ha un triplice compito: 1) sostenere l’Ufficio nella programmazione delle linee annuali sulla formazione; 2) promuovere il dialogo e la comunione fra gli IdRC e le parrocchie della Macrozona; 3) essere referente per l’animazione della formazione degli IdRC della sua Macrozona. Il referente, dunque, è figura ufficialmente incaricata dall’Ufficio ad animare la formazione della Macrozona, convocando e coordinando gli incontri.